Paradontologia

Terapia non chirurgica della malattia parodontale

La parodontologia è la branca dell’odontostomatologia che si occupa della prevenzione, diagnosi, terapia e mantenimento del parodonto (peri=intorno, odontos=dente), ovverosia dell’apparato di supporto dei denti: la gengiva, il legamento parodontale, il cemento radicolare e l’osso alveolare.
Le gengiviti e le parodontiti (una volta chiamate impropriamente “piorrea”) sono le patologie che più frequentemente colpiscono il parodonto. Sono causate dal permanere di depositi di placca batterica e tartaro a livello della superficie dentale e gengivale.
La paradontologia in poche parole comprende la ricostruzione, rigenerazione ma anche il mantenimento dei tessuti molli e duri che circondano i nostri denti.

La chirurgia parodontale mucogengivale ha come obiettivo specifico di ripristinare i tessuti molli (gengive) di protezione dei denti (in genere con autotrapianti) e quindi di ripristinarne oltre che la salute e funzione, anche un’estetica armonica degli stessi.
Prima di intraprendere una qualsiasi terapia parodontale, come è noto, di fondamentale importanza e condizione irrinunciabile è quella di rimuovere, attraverso sedute di igiene orale professionali, i depositi di placca batterica e tartaro, che nel nostro studio vengono sempre accompagnate dall’insegnamento al paziente delle corrette manovre di pulizia dentale personale.

Nel mantenimento di un corretto stato di igiene orale il paziente viene assistito dall’igienista che istruisce il paziente stesso nell’utilizzo degli strumenti (spazzolino, filo interdentale, scovolino ecc.) ritenuti caso per caso i più idonei al raggiungimento e al mantenimento dell’igiene orale.
A fine trattamento, sulla base dello stato complessivo di salute dei tessuti parodontali e in funzione del tipo di riabilitazione definitiva scelta in accordo con il dottor Silvio Mulè verrà impostato un programma di mantenimento di igiene orale (richiami periodici ogni 3-6 mesi) al quale il paziente dovrà scrupolosamente attenersi.

Laser Terapia Paradontale

Per trattamenti poco invasivi, veloci e soprattutto non dolorosi nel nostro studio proponiamo anche la laser terapia paradontale.

Il laser nel trattamento delle paradontiti o gengiviti ha effetto decontaminante, è in grado quindi di distruggere i batteri a sua portata senza dover ricorrere spesso all’intervento chirurgico.

Risposte alle domande più comuni

Il dente è solo un elemento della salute della bocca; infatti la porzione “bianca” che si vede in bocca è una minima parte del dente, formato anche dalla radice saldamente inserita dentro l’osso dei mascellari. Siccome l’osso non può stare a diretto contatto con i batteri della bocca, il tessuto gengivale lo riveste completamente; attorno al dente esiste un piccolo solco (0,5-2 mm), nel punto in cui la gengiva e il dente si toccano.
Se l’igiene orale è corretta, nel solco non si possono fermare residui di cibo, placca o batteri: la gengiva risulta sana, di un bel colore rosa e non sanguina spazzolando i denti.

Il tartaro è un deposito di sali che, soprattutto di notte, precipitano dalla saliva e si accumulano nel solco gengivale, se l’igiene quotidiana (spazzolamento dei denti, idropulsore, filo interdentale…) non ha rimosso completamente la placca.
La detartrasi è una manovra di igiene professionale che rimuove il tartaro accumulato nel tempo: è importante farla almeno una volta all’anno, ma a seconda della qualità saliva e della precisione nell’igiene quotidiana può essere necessario ripeterla anche ogni 6 mesi o, nei casi di malattie gengivali importanti, anche ogni 4 mesi.

Il tartaro si accumula nel solco gengivale e irrita le gengive, perché permette ai batteri di annidarsi al suo interno. Le gengive irritate si separano dal dente e al posto di un solco sottile si crea una tasca profonda, impossibile da pulire con lo spazzolino; le gengive iniziano a sanguinare e a infiammarsi, mentre l’osso inizia lentamente a ritirarsi, scoprendo una parte della radice del dente.

Le gengive sanguinano spesso e si può sentire un cattivo gusto in bocca e un alito cattivo soprattutto al mattino e dopo i pasti: infatti il cibo si accumula nelle tasche gengivali e letteralmente “marcisce”, creando un gusto e un odore spiacevoli.
In questa fase della malattia la detartrasi non è più sufficiente e bisogna intervenire con una terapia che uccida i batteri (sterilizzazione della tasca); se non si interviene in tempo le gengive e l’osso si possono ritirare così tanto che il dente può iniziare a muoversi.

Purtroppo in questo caso la malattia parodontale è giunta a uno stadio molto avanzato: la detartrasi non è più sufficiente. Nei casi in cui la tasca non è troppo profonda e/o larga è possibile recuperare parzialmente la salute delle gengive con la terapia laser che uccide i batteri e stimola le gengive a “attaccarsi” nuovamente al dente. Se però la tasca è troppo grande, è necessario estrarre il dente, perché la malattia non si estenda anche ai denti vicini; il dente estratto può essere sostituito con unimpianto (in certi casi può essere necessario anche ricostruire l’osso che si è ritirato).

Sì, si può effettuare il trattamento laser delle malattie parodontali (gengive che si ritirano, gonfie, arrossate e sanguinanti): il laser distrugge i batteri e stimola la guarigione in modo sicuro e indolore.

La gengivite è un’infiammazione delle gengive. La parodontite è un’infiammazione di tutto il parodonto caratterizzata da una perdita di osso di supporto del dente. La parodontite è una condizione curabile, ma raramente è possibile una completa ricostruzione dei tessuti andati perduti.

Le cause della gengivite e della parodontite sono la placca batterica ed il tartaro che si accumulano naturalmente sulla superficie dei denti, quindi per una terapia efficace è indispensabile il perfetto mantenimento di una corretta igiene orale da parte del paziente.

Placca e tartaro possono anche causare recessione gengivale, termine utilizzato per descrivere la retrazione del margine gengivale; condizione avvertita dal paziente come di “allungamento” degli elementi dentari stessi. Altra causa frequente di recessione gengivale è il trauma da spazzolamento inadeguato dei denti.

In alcuni casi il trattamento parodontale comprende piccoli interventi di chirurgia gengivale per migliorare le condizioni anatomiche ed estetiche; gli interventi possono essere di chirurgia resettiva, rigenerativa o mucogengivale in funzione delle diverse patologie dei pazienti.

Risulta di fondamentale importanza e condizione irrinunciabile prima di intraprendere una qualsiasi terapia parodontale, che il paziente sia stato sottoposto alla rimozione dei depositi di placca batterica e tartaro tramite sedute di igiene orale professionali e all’insegnamento delle corrette manovre di pulizia dentale personale.

Nel mantenimento di un corretto stato di igiene orale il paziente viene assistito dall’igienista che istruisce il paziente stesso nell’utilizzo degli strumenti (spazzolino, filo interdentale, scovolino ecc.) ritenuti caso per caso i più idonei al raggiungimento e al mantenimento dell’igiene orale.

A fine trattamento, sulla base dello stato complessivo di salute dei tessuti parodontali e in funzione del tipo di riabilitazione definitiva scelta in accordo con il dentista verrà impostato un programma di mantenimento di igiene orale (richiami periodici ogni 3-6 mesi) al quale il paziente dovrà scrupolosamente attenersi.

Gli interventi di chirurgia parodontale rigenerativa permettono di rigenerare difetti ossei isolati e profondi a livello dei denti causati dalla parodontite.

Le tecniche rigenerative prevedono l’utilizzo di piccoli innesti di osso associati a membrane o a fattori di crescita che stimolano selettivamente la rigenerazione dei tessuti parodontali e ne favoriscono la guarigione.

Questi piccoli interventi vengono eseguiti in anestesia locale in modo minimamente invasivo e non comportano grossi disagi durante il periodo di guarigione.

Gli interventi di chirurgia parodontale resettiva sono rivolti a eliminare piccoli difetti ossei e tasche gengivali causati dalla malattia al fine di restituire una conformazione ossea e gengivale fisiologica. L’eliminazione di suddetti difetti comporta lo spostamento della cresta ossea e del margine gengivale a livelli più apicali, cioè in direzione delle radici del dente.

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