Perchè l'implantologia

Sicurezza ed estetica per la riconquista dei denti naturali

Chiunque a qualsiasi età può subire la perdita di un dente: durante lo sport, una caduta  a causa di carie o parodontite. La perdita di un dente è sempre una esperienza dolorosa.

Perdendo i denti si perde la corretta funzione masticatoria e fonetica. Si priva l’osso mascellare di un un importante supporto che porta alla perdita  dell’armonia del proprio viso e sulla sua estetica. Tutto ciò incide negativamente, creando un senso di imbarazzo e insicurezza, con molta probabilità nel rapporto con gli altri, con ripercussioni psicologiche che possono ostacolare la serenità tua vita sociale.

Grazie agli impianti dentali è possibile ritornare alla normalità del tuo originario sorriso naturale, donandoti comfort ed estetica che durano nel tempo.

L’utilizzo di impianti dentali è un motodo di trattamento consolidato, documentato scientificamente che preserva, al contrario dei metodi tradizionali, anche la salute dei denti contigui presenti a quelli caduti, non richiedendone alcuna limatura.

Pertanto l’implantologia rappresenta la soluzione alternativa all’avanguardia per la:

  • Sostituzione di un dente singolo
  • Sostituzione di più denti
  • Edentulia

che sostituisce l’utilizzo delle protesi dentali fisse e mobili, meglio conosciute come ponti o dentiere per la risoluzione della perdita dei denti, garantendo efficacia, l’assenza di fastidi soprattutto nel lungo periodo.

Impiantare un dente vuol dire comunque sottoporsi a un intervento chirurgico, per questo è importante che siano utilizzati impianti di altissima qualità e che l’operazione venga eseguita da mani estremamente esperte.

Il dottor Silvio Mulè dispone di diverse opzioni di trattamento implantare, sapendo scegliere la più idonea per ogni specifico caso. Per la sua esperienza e professionalità è chiamato ad operare come chirurgo implantologo in prestigiose cliniche a livello nazionale.

Egli adotta le soluzioni considerate le più avanzate che rappresentano il fiore all’occhiello dello studio:

Il Dr Silvio Mulè garantisce l’impiego di prodotti di alta qualità e adeguati protocolli chirurgici  che consentono di aumentare il livello di sicurezza dei piani di trattamento.

Risposte alle domande più comuni

Le persone che possono ricorrere all’implantologia per il recupero del proprio sorriso sono:

  • i giovani che hanno concluso la fase di crescita, di solito 16 anni per le femmine e 18 anni per i maschi, a cui mancano (non sono erotti perché non è presente il germe dentario) alcuni denti permanenti.
  • Pazienti che, in seguito a trauma, hanno perso alcuni denti nell’ambito di una dentatura sana.
  • Pazienti che hanno già eseguito in passato riabilitazioni orali estese con ponti fissi che necessitano di rifacimento, i cui pilastri (denti su cui si appoggia la protesi) non danno garanzie di durata.
  • Pazienti portatori di protesi rimovibili parziali (scheletrati) o totali (dentiere complete) che per ragioni funzionali, estetiche o psicologiche necessitano di una protesi fissa. non ci sono limiti di età, tuttavia si deve valutare per ogni caso clinico la reale condizione psico-fisica.

 

Ogni singolo paziente deve essere esaminato attentamente, in quanto devono esistere delle condizioni ben precise che consentano di utilizzare questo tipo di trattamento. La condizione principale è la presenza di una sufficiente quantità di osso per l’inserimento dell’impianto; per tale valutazione, oltre alle tradizionali indagini radiografiche (radiografie endorali, ortopantomografia), possiamo richiedere al paziente la tomografia computerizzata (TAC), che fornisce la rappresentazione precisa e tridimensionale della porzione di osso in esame. Un’altra condizione basilare è che il paziente non sia affetto da parodontopatia in fase attiva (comunemente conosciuta come “piorrea”). Una diagnosi attenta ed un’adeguata terapia parodontale permetterà di sottoporre ad interventi di implantologia anche questa fascia di pazienti. Un altro fattore importante da considerare è il fumo. Recentemente sono state pubblicate ricerche cliniche che dimostrano come il fumo abbia un effetto negativo a livello parodontale ed implantare. I pazienti che fumano più di 10 sigarette al giorno devono essere valutati con molta prudenza. Un’altra condizione rilevante è che il paziente non sia affetto da patologie sistemiche non controllate farmacologicamente (malattie che coinvolgono tutto l’organismo quali il diabete, malattie del sangue etc.). Tali malattie possono essere diagnosticate prima dell’intervento attraverso un’attenta anamnesi (storia clinica del paziente), analisi ematochimiche (esami del sangue) e strumentali (radiografie etc.).
Infine, si ritiene idoneo all’implantologia esclusivamente il paziente in grado di mantenere una scrupolosa igiene orale domiciliare e osservare i controlli periodici stabiliti.

Di solito è comunque possibile. L’osso, infatti, può essere ricostruito mediante tecniche rigenerative che prevedono l’utilizzo di membrane ed innesti d’osso autologo (del paziente stesso) o di altri materiali biocompatibili. Ad esempio nell’arcata superiore la presenza del seno mascellare, una cavità posta sopra la regione molare, può in alcuni casi impedire il posizionamento di impianti. E’ possibile riempire parzialmente la cavità con un innesto osseo e quindi procedere all’inserimento degli impianti. In alcuni casi gli impianti vengono posizionati contestualmente all’innesto.
Per approfondimenti leggi anche Innesto Osseo

Ricorrere agli impianti dentali rappresenta la più valida soluzione per la sostituzione dei denti naturali mancanti perché rappresenta quella più conservativa rispetto ai metodi tradizionali come le protesi e  i ponti.
Grazie all’implantologia, nel caso della perdita di uno o più denti, si può evitare di ricorrere alle protesi rimovibili con ganci (scheletrati) o alla protesi fissa a ponte  che possono risultare antiestetiche, poco funzionali e confortevoli. La protesi non avrà mai la completa stabilità nella masticazione e con la pressione sui carichi masticatori può provocare l’irritazione della gengiva.
Il ponte determina spesso, inoltre, un carico  molto elevato sui denti residui, rendendo necessario limare molti denti per avere il giusto sostegno, aumentando il rischio di avere problemi sui denti di sostegno e di perdere l’intero lavoro. Per tutti questi motivi il nostro studio ritiene la protesi fissa con ganci e a ponte soluzioni di seconda scelta e da proporre quasi esclusivamente vi sia l’impossibilità di posizionare impianti.

L’impianto è una struttura in titanio di forma simile a quella di una radice dentaria, che viene innestata, con un intervento in anestesia locale, nella mandibola o nel mascellare superiore. L’impianto si “incorpora” con l’osso in cui viene innestato (osteo-integrazione) assicurando un supporto stabile a quanto viene su di esso “caricato”: un singolo dente (corona), un ponte con più denti o un’intera arcata, come nel caso della “All-on-4™”.
La finalità è quella di ripristinare totalmente e in maniera duratura la funzionalità e l’estetica del dente o dei denti mancanti.

Gli impianti sono per lo più costituiti da titanio, metallo di grande uso in medicina e odontoiatria che si integra perfettamente nell’organismo umano. Le superfici implantari sono oggetto di una continua evoluzione scientifica in grado da portare sempre ad un aumento delle loro caratteristiche di osteointegrazione (ossia l’incorporamento dell’impianto nell’osso).

Per ottenere un successo è necessaria la presenza di un determinato quantitativo e volume osseo. Infatti, uno dei fattori che determinano la riuscita dell’intervento impiantare è l’osteointegrazione. Esistono particolari procedure di rigenerazione ossea, quando i livelli ossei sono insufficienti, che consentono di ottenere una quadro adatto all’inserzione impiantare.

No. Si opera in anestesia locale utilizzando anestetici appositamente sviluppati per la chirurgia orale. Tali anestetici sono molto efficaci e producono una profonda anestesia. Il paziente non avverte alcun dolore. Terminata la fase chirurgica verranno prescritti farmaci analgesiciantinfiammatori in grado di controllare efficacemente l’eventuale insorgenza di dolore post-operatorio.

Il passaggio dall’intervento chirurgico all’inserimento della protesi si articola in due o tre fasi, a seconda del caso clinico:
fase 1 – gli impianti in titanio vengono inseriti nell’osso mediante un intervento chirurgico; segue un tempo di attesa variabile, che può andare da 0-2 a 9 mesi, per permettere all’impianto di osteointegrarsi.
fase 2 al termine del periodo di osteointegrazione, con un piccolo intervento eseguito in anestesia locale, all’estremità dell’impianto viene applicato un pilastro di guarigione che affiora alla superficie della gengiva.
fase 3 avvenuta la guarigione della gengiva attorno al pilastro, si procede all’esecuzione del manufatto protesico (cioè del dente artificiale) ed alla sua fissazione all’impianto.
In alcuni casi clinici la fase 1 e 2 può avvenire simultaneamente: il posizionamento dell’impianto e la connessione del pilastro di guarigione può avvenire in un unico momento operatorio, per cui, dopo l’osteointegrazione, si procede direttamente alla fase protesica.
Il dottor Silvio Mulè, dopo la fase diagnostica, illustrerà quale tipo di operatività sarà più adatta alla vostra situazione orale, cioè in quanti fasi procedere.

Il dottor Mulè può procedere anche alla metodica definita a “carico immediato” in cui la fase 1/2/3 possono essere simultanee ed è possibile posizionare la protesi fissa provvisoria nella stessa seduta o qualche giorno dopo la fase chirurgica. Questa metodica si definisce carico immediato.

Le soluzioni più avanzate sono indubbiamente quelle proposte dal Dottor Silvio Mulè:

  • Gli impianti a carico immediato
  • All on four

Il carico immediato è sinonimo di denti fissi nella stessa seduta in cui si posizionano gli impianti, sia che si tratti di un impianto che va a sostituire un solo dente, sia che si tratti di un sistema di impianti che consentono di riabilitare con denti fissi una o entrambe le arcate.

L’implantologia a carico immediato è una grande evoluzione rispetto a quello a carico differito che richiedeva, dopo aver inserito gli impianti, un periodo di attesa variabile dai tre ai sei mesi prima dell’applicazione della protesi.

Con l’implantologia a carico immediato potrai in un’unica seduta e con totale controllo del dolore, grazie all’ansiolisi, sarà possibile estrarre i denti compromessi e inserire gli impianti in titanio per ancorare una protesi fissa immediata.

Il nostro studio  propone l’innesto di piastrine (PRGF)  vale a dire gli elementi del sangue che favoriscono la chiusura delle ferite attutendo così il dolore post operatorio.

PRGF è un’abbreviazione inglese che tradotta significa “Fattori di crescita arricchiti delle piastrine”: le piastrine sono componenti del sangue che servono principalmente a riparare le ferite; quando una zona dell’organismo viene lesionata, le piastrine del sangue si ammassano nella ferita e si legano fra loro, in modo da creare una rete che favorisce la coagulazione e la formazione di un “tappo di guarigione”.
Il PRGF sfrutta questo effetto, ma per amplificarlo utilizza una centrifugazione del sangue, che viene in questo modo separato nelle sue diverse componenti: globuli rossi e bianchi vengono separati dalle piastrine, in modo che il concentrato che si ottiene contiene principalmente piastrine e fibrina.
Il PRGF è un vero e proprio concentrato piastrinico, ricco di fattori di crescita e di guarigione.

  1. Sostituzione di un dente singolo
    Con gli impianti dentali, nella sostituzione di elementi singoli, si evita la limatura dei denti adiacenti, prevista dalla soluzione tradizionale (protesi fissa a ponte), conservandone il buono stato.
    Pertanto con gli impianti si evita il rischio di perdere tutto il lavoro qualora uno dei denti su cui si appoggia il ponte dovesse presentare qualche problema (carie o fratture della radice, granulomi, parodontopatie…).
    Da considerare che la differenza del costo di una protesi fissa e un impianto non è così sostanziale.
  2. Sostituzione di più denti
    Gli impianti consentono di chiudere anche lacune più grandi fungendo da supporto per la ricostruzione fissa. Senza impianti è possibile realizzare solo una protesi mobile.
  3. Edentulia
    In caso di perdita o mancanza di tutti i denti, nell’arcata superiore o inferiore, gli impianti dentali permettono di fissare la vostra protesi in modo sicuro, evitando i fastidi che solitamente accompagnano le protesi tradizionali.

Il seno mascellare è una cavità che si trova nell’osso mascellare superiore, al di sotto dello zigomo. La sua funzione è di alleggerire il peso delle ossa del cranio; è collegato alla cavità nasale ed è rivestito di una sottile membrana mucosa.
Nell’anatomia naturale, il seno mascellare si estende verso il basso fino alle radici dei denti premolari e molari superiori, fino a che questi denti sono presenti.
L’estrazione o la perdita dei premolari e dei molari superiori causano spesso, entro qualche mese, un processo di riassorbimento dell’osso che fungeva da supporto per la radice del dente; in questo modo il seno mascellare si estende verso il basso. Il risultato è che l’osso mascellare risulta troppo sottile per posizionare un impianto; infatti la filettatura dell’impianto cadrebbe “nel vuoto” del seno mascellare e non sarebbe sufficientemente ancorata all’osso.

La tecnica chirurgica ha risolto il problema con un’operazione che prevede lo scollamento della sottile membrana, in modo da innalzarla verso l’alto e riempire di osso sintetico la parte di seno mascellare che servirà successivamente per l’inserimento di un impianto. Infatti, dopo alcuni mesi, l’osso sintetico viene colonizzato dalle cellule dell’osso del paziente e si ottiene un osso adatto all’inserimento di un impianto, che riceve così sufficiente altezza per essere saldamente ancorato alla struttura ossea.

Ilminirialzo di seno mascellare è un’operazione delicata, semplice e soprattutto confortevole per il paziente: non causa gonfiore, nè dolore nei giorni successivi all’intervento. A seconda di quanti impianti devono essere posizionati, si eseguono dei piccoli fori fino alla membrana del seno: non si corre il rischio di lacerarla perché le frese utilizzate sono tonde in punta e non possono tagliare i tessuti molli; quando si raggiunge la membrana, con uno speciale stantuffo si spinge del materiale di riempimento che scolla gradualmente la membrana senza rischi e la rialza fino all’altezza necessaria per inserire gli impianti. In questo modo è possibile spesso inserire gli impianti già nella stessa seduta, evitando un secondo intervento e velocizzando notevolmente i tempi di guarigione (indicativamente da 4 a 8 mesi a seconda dei casi contro i 6-14 mesi richiesti dalla procedura di grande rialzo in due interventi chirurgici).
Nel nostro studio inoltre, per ottimizzare i risultati e la guarigione, all’osso sintetico vengono miscelati fattori di crescita (PRGF) prelevati dal paziente: in questo modo la guarigione avviene più velocemente, in modo naturale e senza alcun rischio di rigetto.

I denti naturali sono e saranno sempre la migliore soluzione per l’integrità della salute di ogni paziente: per questo motivo, se è possibile curare e recuperare un dente naturale, questa è sempre la migliore alternativa; tuttavia talvolta capita che alcuni denti subiscano danni (carie, fratture radicolari, granulomi, parodontopatie…) così estesi da renderne impossibile il recupero.
Talvolta capita che i danni subiti dal dente e dalla sua radice si estendano anche all’osso circostante: in questo caso è necessario provvedere alla ricostruzione dell’osso mancante prima di posizionare un impianto.

L’estrazione o la perdita di un dente naturale causano spesso, entro qualche mese, un processo di riassorbimento dell’osso che fungeva da supporto per la radice del dente; non essendo più sostenuta da tessuto osseo, anche la gengiva tende a ritirarsi, creando una situazione sfavorevole per poter ottenere un’estetica ottimale. Infatti, se non si provvede a una ricostruzione ossea prima di posizionare l’impianto che andrà a sostituire il dente, non si può ottenere un risultato estetico eccellente.

Se infatti si posiziona l’impianto a livello dell’osso, senza tenere conto del fatto che questo non è allo stesso livello verticale degli altri denti, quando si va a posizionare la corona in ceramica questa sarà troppo in basso rispetto ai denti naturali, rendendo difficoltosa la funzione masticatoria; se si vuole portare l’altezza della corona a livello degli altri denti, si otterrà in questo caso una corona troppo lunga rispetto agli altri denti, con il tipico effetto di dente “a zanna”, un risultato estetico molto sgradevole.

Se infatti si posiziona l’impianto a livello dei denti vicini, senza tenere conto del fatto che la gengiva si è ritirata e non è più allo stesso livello verticale degli altri denti, nel tempo parte delle componenti metalliche dell’impianto risulteranno scoperte, perché la gengiva non è sufficientemente sostenuta dall’osso (che si era ritirato) per poter mascherare tutta l’altezza verticale dell’impianto. Il risultato estetico sarà sgradevole, ma soprattutto si corre il rischio che l’impianto non riesca a sostenere il carico della masticazione (perché in parte è fuori dall’osso e quindi la sua forza di integrazione è ridotta) e possa iniziare a vacillare, fino a renderne necessaria l’estrazione.

In questi casi, l’unico sistema per ottenere una funzionalità e un’estetica ottimali è rappresentato dal preservare il livello verticale dell’osso al momento dell’estrazione del dente; questo risultato può essere ottenuto in diversi modi: sostituendo immediatamente con un impianto la radice del dente estratto oppure riempiendo la cavità lasciata dal dente estratto con materiali biocompatibili che stimolano la guarigione dell’osso e ne impediscono l’abbassamento in senso verticale

Talvolta l’osso non si riassorbe in senso verticale, bensì in senso orizzontale. Sono i casi peggiori, perché se gli impianti vengono programmati sulla panoramica dentaria (OPT) senza effettuare una TAC dentale, il chirurgo può essere ingannato: l’osso infatti appare molto alto, ma quando si inizia l’intervento chirurgico ci si accorge che è troppo stretto per poter posizionare impianti.
Per questo motivo il nostro studio effettua sempre una indagine radiologica TAC prima di fare preventivi per impianti, in modo che non vi siano “brutte sorprese” e che tutto possa essere programmato in anticipo, sia dal punto di vista dei costi, sia in relazione ai tempi di intervento e di guarigione.
Nelle illustrazioni di seguito vediamo il caso di un osso normale (a sinistra) e di un osso che ha perso il suo naturale spessore (a destra) in seguito al riassorbimento che è talvolta conseguenza della perdita dei denti naturali.

In questi casi è possibile operare delle ricostruzioni ossee dette “a blocco”, nel senso che si predispone un blocchetto di osso sintetico, che viene fissato con delle viti; nel giro di 6-10 mesi, si forma nuovo osso e si ristabilisce l’anatomia favorevole per il posizionamento di impianti e per ottenere un risultato estetico e funzionale ottimale.
Il nostro studio dentistico, per la sua filosofia di odontoiatria biologica naturale, utilizza esclusivamente materiale riassorbibile di qualità eccellente, sia in relazione ai blocchetti ossei sia per quanto riguarda le viti di fissaggio e le eventuali membrane di ricopertura: in questo modo non si possono verificare casi di rigetto, non si corre il rischio di infezioni e non è necessario un secondo intervento chirurgico per rimuovere eventuali materiali non riassorbibili (come le viti e le membrane di titanio usate da molti studi dentistici)

L’implantologia ALL ON FOUR si basa sul concetto di riabilitare con denti fissi una intera arcata di dodici denti superiori o inferiori ancorati su 4 pilastri implantari osteointegrati.

Questa tecnica ha dato vita ad una nuova era nell’implantologia delle arcate senza denti o in quelle gravemente compromesse: la minor invasività e il minor utilizzo di costosi componenti ha fatto si che moltissimi pazienti richiedessero questo tipo di soluzione. Un numero ridotto di impianti semplifica le procedure protesiche ed il loro mantenimento nel tempo.

Questa tecnica è particolarmente indicata per tutti quei pazienti che necessitano di una riabilitazione completa dell’intera arcata dentale perchè completamente priva di denti o che presentano denti non più recuperabili. E infatti possibile anche nella stessa seduta procedere all’estrazione degli elementi ormai compromessi ed il posizionamento degli impianti dentali e della protesi avvitata agli impianti. In questo modo si possono evitare la dentiera e gli scheletrati anche nella fase provvisoria.

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