Defribillatore

Grazie all’aumento dell’aspettativa di vita, la pratica odontoiatrica si rivolge con sempre maggior frequenza a pazienti anziani, molto spesso affetti da patologie mediche di vario tipo. Inoltre, sono tante le persone che percepiscono il trattamento odontoiatrico come un motivo di stress e di ansia. Questo fatto, a cui si può aggiungere l’utilizzo di farmaci per anestesie locali o per la sedazione del paziente, ha portato nel tempo ad un aumento del numero di emergenze di tipo cardiaco all’interno dello studio dentistico.

In un momento in cui il cittadino vede aumentare i progetti PAD (public access defibrillation o, in italiano, defibrillazione ad accesso pubblico), grazie al posizio- namento di defibrillatori in aeroporti, piazze e strade delle città, scuole, palestre, campi sportivi – giusto per citare esempi significativi e sempre più all’ordine del gior- no – è normale che si pretenda lo stesso standard di “protezione cardiaca” anche e soprattutto in uno studio odontoiatrico. Luogo in cui, per di più, c’è presenza di personale sanitario. Il cittadino ha diritto di sentirsi più sicuro.

All’interno del Decreto Ministeriale del 18 marzo 2011 in cui si elencano le aree dove è suggerito posizionare i defibrillatori, sono individuati anche i “luoghi in cui si pratica attività sanitaria”6. Lo studio dentistico, dove si effettuano anche manovre invasive e si utilizzano farmaci, può essere considerato a tutti gli effetti uno studio di pratica sanitaria. Quindi, è tra i luoghi sensibili, indicati dallo stesso D.M. di cui sopra, in cui sarebbe opportuno poter contare sulla presenza di un defibrillatore. Questo è un dato legislativo. Dall’altra parte, invece, c’è una potenziale consapevolezza etica: lo studio, infatti, è un posto in cui il fattore tempo gioca a proprio favore.

Risposte alle domande più comuni

Il nostro studio è attrezzato per accogliere e soddisfare anche i pazienti più timorosi, grazie alle nuove possibilità di lavorare in bocca con tranquillità e soprattutto senza dolore.

Le moderne anestesie eliminano completamente la sensibilità al dolore; le sostanze utilizzate sono innocue e dopo qualche ora vengono eliminate, senza lasciare alcun residuo.

Esiste la cosiddetta “sedazione cosciente”: si inala un gas (protossido d’azoto) che induce uno stato di rilassamento e insensibilità al dolore. Terminato l’intervento, il paziente recupera in pochi minuti le sue normali funzioni; per esempio, si può mettere tranquillamente alla guida di un’auto.

Il nostro studio è attrezzato per poter utilizzare una nuova tecnologia, l’innesto di piastrine (gli elementi del sangue che favoriscono la chiusura delle ferite): in questo modo le ferite si rimarginano subito e si può evitare il dolore.

Sì, si può effettuare il trattamento laser delle malattie parodontali (gengive che si ritirano, gonfie, arrossate e sanguinanti): il laser distrugge i batteri e stimola la guarigione in modo sicuro e indolore.